Rischio Atex

Rischio esplosione e zone ATEX: sicurezza sul lavoro

Il rischio esplosione e le zone atex nella valutazione dei rischi: guida alla sicurezza sul lavoro

La sicurezza sul lavoro è un aspetto fondamentale in ogni ambiente produttivo, e tra i rischi più critici da considerare c’è quello legato alle atmosfere esplosive. In Italia, la normativa di riferimento per la gestione di questo rischio è il Decreto Legislativo 81/2008, noto come “Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”, che dedica particolare attenzione alla prevenzione degli incidenti derivanti da esplosioni. Un elemento centrale in questo contesto è la classificazione delle zone ATEX, che permette di identificare e gestire i pericoli in modo efficace. In questo articolo esploreremo il rischio esplosione, il significato delle zone ATEX e il loro ruolo nella valutazione dei rischi aziendali.


Che cos’è un’atmosfera esplosiva?

Un’atmosfera esplosiva (o ATEX, dall’acronimo francese “Atmosphères Explosibles”) si verifica quando una miscela di sostanze infiammabili – come gas, vapori, nebbie o polveri – entra in contatto con l’ossigeno presente nell’aria e una fonte di innesco, come una scintilla, una fiamma o una superficie calda. Perché si verifichi un’esplosione, devono coesistere tre elementi principali, noti come il “triangolo del fuoco“:

Combustibile: Gas, vapori o polveri infiammabili.

Comburente: Tipicamente l’ossigeno dell’aria.

Fonte di innesco: Energia sufficiente a scatenare la reazione (ad esempio, scintille elettriche, calore o fiamme libere).

Le esplosioni possono avere conseguenze devastanti, causando danni a persone, strutture e macchinari. Per questo motivo, la prevenzione è un obbligo per i datori di lavoro, come previsto dal Titolo XI del D.Lgs. 81/2008.


Le Zone ATEX: classificazione e significato

Per gestire il rischio esplosione, è essenziale classificare le aree di lavoro in base alla probabilità e alla durata della presenza di atmosfere esplosive (Inail). Questa classificazione dà origine alle cosiddette zone ATEX, definite dalla direttiva europea 1999/92/CE (recepita in Italia con il D.Lgs. 81/2008). Le zone si dividono in due categorie principali, a seconda del tipo di sostanza presente: gas/vapori o polveri.

La classificazione delle aree pericolose è realizzata in base alle raccomandazioni delle norme EN 1127-1, EN 60079-10-1 (per gas-Ex) ed EN 60079-10-2 (per polveri-Ex), che stabiliscono la suddivisione delle aree a rischio in tre zone, determinate dalla frequenza e dalla durata della presenza della sostanza esplosiva.

Zone per Gas e vapori

Zona 0: Area in cui un’atmosfera esplosiva è presente in modo continuo o per lunghi periodi.

Zona 1: Area in cui un’atmosfera esplosiva può formarsi occasionalmente durante le normali attività.

Zona 2: Area in cui un’atmosfera esplosiva non è probabile durante le normali attività e, se si verifica, ha una durata breve.


Zone per polveri

Zona 20: Area in cui un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile è presente continuamente o per lunghi periodi.

Zona 21: Area in cui una nube di polvere combustibile può formarsi occasionalmente durante le normali attività.

Zona 22: Area in cui una nube di polvere combustibile non è probabile durante le normali attività e, se si verifica, persiste per un breve periodo.

La classificazione delle zone deve essere effettuata da tecnici qualificati, sulla base di un’analisi approfondita dei processi produttivi, delle sostanze utilizzate e delle condizioni ambientali.


La valutazione del rischio esplosione

La valutazione del rischio esplosione è un passaggio obbligatorio per i datori di lavoro, come stabilito dall’articolo 290 del D.Lgs. 81/2008. Questo processo si articola in diverse fasi:

Identificazione delle sorgenti di pericolo: Analisi delle sostanze infiammabili presenti (gas, vapori, polveri) e delle condizioni che potrebbero generare un’atmosfera esplosiva.

Classificazione delle zone ATEX: Definizione delle aree a rischio in base alla probabilità di formazione di atmosfere esplosive.

Analisi delle fonti di innesco: Identificazione di scintille, apparecchiature elettriche, cariche elettrostatiche o altre fonti che potrebbero scatenare un’esplosione.

Valutazione delle conseguenze: Stima dei potenziali danni a persone, beni e ambiente in caso di esplosione.

Adozione di misure di prevenzione e protezione: Implementazione di soluzioni tecniche e organizzative per ridurre il rischio.

Il risultato di questa valutazione deve essere documentato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che include anche un piano di gestione delle emergenze.


Misure di prevenzione e protezione

Per minimizzare il rischio esplosione, il D.Lgs. 81/2008 richiede l’adozione di misure specifiche, tra cui:

Prevenzione della formazione di atmosfere esplosive: Utilizzo di ventilazione adeguata, controllo delle emissioni e sostituzione di sostanze pericolose con alternative più sicure, ove possibile.

Eliminazione delle fonti di innesco: Impiego di apparecchiature certificate ATEX, progettate per funzionare in sicurezza nelle zone classificate.

Protezione dai danni: Installazione di sistemi antideflagranti, barriere fisiche e dispositivi di sfogo per limitare gli effetti di un’eventuale esplosione.

Formazione del personale: I lavoratori devono essere informati sui rischi e addestrati all’uso corretto delle attrezzature e alle procedure di emergenza.


Obblighi del Datore di Lavoro

Il datore di lavoro ha la responsabilità di garantire che il rischio esplosione sia adeguatamente gestito. Oltre alla redazione del DVR, deve:

Aggiornare periodicamente la valutazione dei rischi in caso di modifiche ai processi produttivi o all’ambiente di lavoro.

Fornire dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati, come abbigliamento antistatico.

Verificare che tutte le attrezzature utilizzate nelle zone ATEX siano conformi alla direttiva 2014/34/UE.


Conclusione

Il rischio esplosione rappresenta una minaccia significativa in molti settori, come quello chimico, alimentare, petrolifero e manifatturiero. La classificazione delle zone ATEX e una valutazione approfondita dei rischi sono strumenti indispensabili per garantire la sicurezza dei lavoratori e la continuità operativa. Affidarsi a esperti qualificati e investire in prevenzione è la chiave per trasformare un potenziale pericolo in un rischio controllato.

Per ulteriori informazioni o per ricevere supporto nella gestione della sicurezza sul lavoro, contatta LDG Service: siamo al tuo fianco per rendere il tuo ambiente di lavoro più sicuro e conforme alla normativa vigente.

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Luigi Giliberti
Project Manager, HSE specialist, formatore e Dpo per la protezione dei dati. Supporta da vent'anni imprese ed enti pubblici di varie dimensioni.