RENTRI

Rifiuti: gestione, trasporto, smaltimento e i nuovi obblighi del RENTRI

La gestione dei rifiuti è un tema sempre più cruciale per le imprese italiane, e con l’arrivo del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI), il panorama normativo sta vivendo una vera rivoluzione. Sei un imprenditore, un trasportatore o un gestore di rifiuti? Preparati: dal 2025, le regole del gioco cambiano. In questo articolo esploreremo come il RENTRI impatta su gestione, trasporto e smaltimento dei rifiuti, e quali sono i nuovi obblighi che non puoi ignorare.


Cos’è il RENTRI e perché sta cambiando tutto?

Il RENTRI, istituito dall’articolo 188-bis del Decreto Legislativo 152/2006 e regolato dal Decreto Ministeriale 59/2023, è il nuovo sistema digitale per tracciare i rifiuti in Italia. Gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il supporto dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e delle Camere di Commercio, questo registro promette di rendere più trasparente ed efficiente ogni fase della filiera dei rifiuti: dalla produzione al trasporto, fino allo smaltimento o al recupero.

A partire dal 13 febbraio 2025, circa 70.000 operatori – tra cui impianti di recupero e smaltimento, trasportatori, intermediari e produttori di rifiuti pericolosi con più di 50 dipendenti – dovranno iscriversi al RENTRI. Ma non è tutto: entro il 13 febbraio 2026, l’obbligo si estenderà a tutte le categorie rimanenti, inclusi i piccoli produttori di rifiuti pericolosi. Vuoi sapere se la tua attività è coinvolta? Scopri di più nella nostra guida su chi deve iscriversi al RENTRI.


Gestione dei rifiuti: addio alla carta, benvenuta digitalizzazione

Uno degli aspetti più rivoluzionari del RENTRI è la digitalizzazione dei documenti. Dimentica i vecchi registri di carico e scarico cartacei e i formulari di identificazione (FIR) compilati a mano: dal 13 febbraio 2025, i nuovi modelli saranno obbligatori per tutti, anche per chi non è ancora tenuto a iscriversi. La vidimazione? Solo digitale, tramite il portale ufficiale www.rentri.gov.it.

E non finisce qui: entro il 13 febbraio 2026, gli iscritti al RENTRI dovranno emettere i FIR esclusivamente in formato digitale, con firma elettronica avanzata o qualificata. Questo significa che le imprese dovranno dotarsi di strumenti adeguati, come software gestionali interoperabili con il RENTRI. Per approfondire, leggi il nostro articolo su come prepararsi alla gestione digitale dei rifiuti.


Trasporto dei rifiuti: tracciabilità in tempo reale

Il trasporto è una delle fasi più delicate nella gestione dei rifiuti, soprattutto per quelli pericolosi. Con il RENTRI, i percorsi dei mezzi dovranno essere monitorati tramite sistemi di geolocalizzazione, registrando coordinate geografiche a intervalli regolari. Questi dati, esportabili in formati standard, permetteranno agli organi di controllo di verificare che i rifiuti arrivino davvero a destinazione.

Per i trasportatori, questo si traduce in un obbligo: adeguare i propri veicoli con dispositivi conformi entro le scadenze previste. Non sei sicuro di come fare? Contattaci per una consulenza personalizzata sulla gestione del trasporto rifiuti.


Smaltimento e recupero: dati al servizio dell’economia circolare

Il RENTRI non è solo un adempimento burocratico: è uno strumento per promuovere l’economia circolare. Grazie alla raccolta centralizzata dei dati, le autorità potranno monitorare i flussi di rifiuti e incentivare il recupero di materia. Gli impianti di smaltimento e recupero, obbligati a iscriversi entro febbraio 2025, dovranno registrare ogni operazione con precisione, contribuendo a una gestione più sostenibile.

Vuoi sapere come ottimizzare il tuo processo di smaltimento? Scopri i nostri servizi dedicati su smaltimento rifiuti aziendali.

Nuovi obblighi: cosa devi fare subito


Ecco una sintesi dei passi fondamentali per adeguarti al RENTRI:

  1. Verifica se sei obbligato: Controlla la tua categoria (produttore, trasportatore, gestore) e il numero di dipendenti. Le scadenze variano: 13 febbraio 2025 per i grandi operatori, 14 agosto 2025 per chi ha tra 11 e 50 dipendenti, e 13 febbraio 2026 per i piccoli produttori di rifiuti pericolosi.
  2. Iscriviti al portale: Accedi a www.rentri.gov.it con SPID o CNS e paga il contributo annuale (da 15 a 100 euro, a seconda della tua attività).
  3. Aggiorna i tuoi strumenti: Assicurati di avere un gestionale compatibile o utilizza i servizi del RENTRI per FIR e registri digitali.
  4. Forma il personale: La transizione richiede competenze specifiche. Offriamo corsi su misura: scopri di più su formazione RENTRI.

Non aspettare: preparati ora!

Il RENTRI è una sfida, ma anche un’opportunità per rendere la tua gestione dei rifiuti più efficiente e conforme alle normative. Non rischiare sanzioni (da 500 a 3.000 euro per omissioni o irregolarità): affidati a esperti come noi di LDG Service per affrontare questa transizione senza stress.

Contattaci oggi stesso per una consulenza gratuita: visita la nostra pagina contatti o scrivici direttamente. Il futuro della gestione dei rifiuti è digitale, e noi siamo qui per guidarti!

 

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Luigi Giliberti
Project Manager, HSE specialist, formatore e Dpo per la protezione dei dati. Supporta da vent'anni imprese ed enti pubblici di varie dimensioni.