Effetti del caldo estremo sulla salute dei lavoratori: analisi dettagliata
Il caldo estremo nei luoghi di lavoro è un rischio termico sempre più rilevante, amplificato dal cambiamento climatico e dalle ondate di calore stagionali. In Italia, questo pericolo minaccia la salute dei lavoratori, causando stress termico, infortuni e calo di produttività, soprattutto in settori outdoor come l’edilizia e l’agricoltura. Questo articolo esplora in dettaglio gli effetti del caldo estremo sulla salute, con dati, esempi e soluzioni per mitigarne le conseguenze.
Impatti sulla salute: una panoramica
Il caldo estremo, definito da temperature sopra i 35°C o da un indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature) oltre i 28°C, sottopone il corpo a uno stress significativo. Secondo l’INAIL, nel 2023 circa l’1-2% dei 585.356 infortuni denunciati (5.800-11.700 casi) è stato collegato a colpi di calore o disidratazione, con un picco nei mesi estivi. Nel 2024 (dati provvisori fino a ottobre), su 491.439 infortuni, il caldo resta una causa rilevante, specie per i lavoratori esposti al sole.
Le malattie professionali legate al caldo, come lo stress termico cronico, rappresentano il 5-10% delle 60.651 denunce del 2023 (3.000-6.000 casi). Un caso emblematico è l’estate 2022, quando un’ondata di calore ha causato un aumento del 9% degli infortuni in agricoltura, con diversi casi di collassi tra i braccianti. Per statistiche aggiornate, consulta la banca dati INAIL.
Effetti specifici del caldo estremo
- Colpo di calore: Temperatura corporea sopra i 40°C, con sintomi come confusione, vertigini e svenimenti; può essere fatale senza intervento rapido.
- Disidratazione: Perdita di liquidi che porta a stanchezza, crampi muscolari e calo di concentrazione.
- Stress termico cronico: Esposizione prolungata che danneggia reni e sistema cardiovascolare.
- Infortuni indiretti: Ridotta attenzione che aumenta il rischio di cadute o errori operativi.
Un esempio concreto è il caso di un operaio edile in Sicilia nel 2023, collassato dopo 6 ore sotto un sole a 38°C senza pause adeguate, evidenziando i pericoli di una gestione insufficiente.
Fattori aggravanti
Gli effetti del caldo estremo sono amplificati da:
- Umidità elevata: Riduce la capacità del corpo di raffreddarsi tramite il sudore.
- Sforzo fisico: Attività pesanti (es. sollevamento carichi) aumentano il calore interno.
- Età e salute: Over 50 o lavoratori con patologie pregresse sono più vulnerabili.
- Mancanza di acclimatazione: Esposizione improvvisa a temperature alte senza preparazione.
Settori a rischio
I settori più colpiti includono:
- Edilizia: Lavori sotto il sole su ponteggi o tetti.
- Agricoltura: Raccolta manuale in campi aperti.
- Trasporti: Autisti senza climatizzazione nei veicoli.
Il Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, obbliga a valutare questi rischi, ma molte PMI sottovalutano il problema, come discusso nel nostro articolo sul documento di valutazione dei rischi.
Prevenzione: ridurre gli effetti
Per proteggere i lavoratori dal caldo estremo, le aziende possono adottare:
- Monitoraggio: Usare l’indice WBGT per valutare il rischio termico in tempo reale.
- Idratazione: Fornire acqua fresca e incoraggiare pause regolari.
- Orari flessibili: Spostare le attività pesanti alle ore più fresche (mattina o sera).
- Protezioni: Abbigliamento leggero e traspirante, cappelli e tende ombreggianti.
- Formazione: Educare sui sintomi (es. nausea, sudorazione eccessiva), un servizio offerto nei nostri servizi di prevenzione incendi.
Il progetto WORKLIMATE e il Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 promuovono sistemi di allerta e incentivi, ma serve maggiore sensibilizzazione.
Conclusioni
Gli effetti del caldo estremo sulla salute dei lavoratori sono un’emergenza crescente, aggravata dal clima che cambia. LDG Service offre soluzioni personalizzate per gestire questo rischio, dalla consulenza alla formazione. Per ulteriori dettagli, visita il sito INAIL. Mitigare il caldo non solo salva vite, ma sostiene la produttività: un impegno cruciale per la sicurezza sul lavoro. Contatta!