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Dati storici sugli incendi nei luoghi di lavoro: un’analisi degli ultimi dieci anni

Gli incendi nei luoghi di lavoro rappresentano una delle emergenze più critiche per la sicurezza aziendale in Italia. Negli ultimi dieci anni (2015-2024), questi eventi hanno messo in luce la necessità di migliorare la prevenzione e la gestione del rischio. In questo articolo, analizziamo i dati storici disponibili, tratti principalmente da fonti INAIL e dal Ministero dell’Interno, per comprendere l’evoluzione degli incendi sul lavoro, i settori più colpiti e le strategie per mitigare il pericolo.

I numeri degli incendi: una stima complessa

Raccogliere dati precisi sugli incendi nei luoghi di lavoro è complesso, poiché l’INAIL non sempre distingue gli incendi dagli altri tipi di infortuni nelle sue statistiche generali. Tuttavia, combinando i rapporti INAIL con i dati dei Vigili del Fuoco, possiamo tracciare un quadro indicativo. Tra il 2015 e il 2020, circa il 3-5% degli infortuni mortali sul lavoro è stato attribuito a incendi o esplosioni, con una media di 30-50 decessi annui legati a questi eventi. Nel 2023, il Ministero dell’Interno ha registrato circa 1.200 interventi per incendi in ambienti lavorativi, con un aumento del 10% rispetto al 2022.
I dati provvisori del 2024 (fino a ottobre) mostrano una stabilità nel numero di interventi, con circa 1.000 casi segnalati. Un esempio significativo è l’incendio del 2019 in una fabbrica chimica nel Nord Italia, che ha causato 3 morti e danni per milioni di euro. Per statistiche aggiornate, consulta il sito ufficiale dell’INAIL.

Andamento temporale e impatti

Negli ultimi dieci anni, il numero di incendi nei luoghi di lavoro non ha mostrato una chiara tendenza al ribasso. I picchi si sono registrati nel 2018 e nel 2021, anni in cui l’attività industriale è ripresa dopo crisi economiche e lockdown, spesso senza adeguati aggiornamenti delle misure di sicurezza. L’impatto economico è notevole: ogni anno, gli incendi causano perdite stimate tra i 50 e i 100 milioni di euro, tra danni materiali, interruzioni produttive e risarcimenti.
Dal punto di vista umano, gli infortuni legati agli incendi includono ustioni gravi (circa 200 casi annui denunciati tra 2015 e 2023) e intossicazioni da fumo, spesso sottostimate. Questi numeri evidenziano l’importanza di una valutazione accurata dei rischi, tema approfondito nella nostra guida sul documento di valutazione dei rischi.

Settori a rischio e cause principali

L’industria manifatturiera è il settore più colpito, rappresentando il 40% degli incendi lavorativi tra il 2020 e il 2023. Seguono il comparto chimico e l’edilizia, dove l’uso di materiali infiammabili e attrezzature ad alto rischio amplifica la vulnerabilità. Le cause principali includono:
  • Guasti elettrici: Responsabili di circa un quarto degli incendi, spesso legati a impianti obsoleti.
  • Errori umani: Uso improprio di macchinari o mancanza di formazione, un problema che affrontiamo nei nostri servizi di prevenzione incendi.
  • Gestione inadeguata di sostanze pericolose: Specie nelle industrie chimiche.
Le piccole e medie imprese, con risorse limitate per la manutenzione e la formazione, risultano particolarmente esposte.

Strategie di prevenzione e normative

Il Decreto Legislativo 81/2008 impone alle aziende di adottare misure antincendio, ma i dati suggeriscono che l’applicazione è ancora lacunosa. Negli ultimi anni, INAIL ha incentivato l’installazione di sistemi di rilevazione e spegnimento automatico, riducendo i danni nel 90% dei casi in cui sono presenti (dato internazionale). La formazione del personale resta cruciale: solo il 60% dei lavoratori italiani riceve corsi regolari sulla sicurezza, secondo EU-OSHA.

Conclusioni

I dati storici degli ultimi dieci anni mostrano che gli incendi nei luoghi di lavoro sono un rischio persistente, ma prevenibile. LDG Service offre soluzioni personalizzate per aiutare le aziende a ridurre l’incidenza di questi eventi, dalla consulenza alla formazione. Per ulteriori approfondimenti, visita la relazione annuale INAIL 2023. Investire nella prevenzione non solo salva vite, ma protegge il futuro delle imprese italiane.
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Luigi Giliberti
Project Manager, HSE specialist, formatore e Dpo per la protezione dei dati. Supporta da vent'anni imprese ed enti pubblici di varie dimensioni.