Corsi pratici antincendio: dettagli e importanza secondo il DM 2 settembre 2021

Con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 2 settembre 2021 il 4 ottobre 2022, la formazione antincendio ha subito una svolta significativa: la componente pratica è diventata obbligatoria per tutti i livelli di rischio. Non basta più conoscere la teoria; i dipendenti devono saper agire in situazioni reali. Questo approfondimento esplora i dettagli dei corsi pratici, i contenuti specifici per ogni livello di rischio e il loro ruolo cruciale nella sicurezza sul lavoro.

Perché la pratica è obbligatoria?

Il DM 2/09/2021 (Allegato III) riconosce che la teoria da sola non prepara adeguatamente gli addetti antincendio. Spegnere un fuoco, usare un idrante o coordinare un’evacuazione richiedono competenze pratiche che si acquisiscono solo con l’esperienza diretta. L’INAIL sottolinea che molti incidenti sul lavoro derivano da errori operativi evitabili con un addestramento hands-on. I corsi pratici rispondono a questa esigenza, rendendo i dipendenti più sicuri e reattivi.

Struttura dei corsi pratici per i tre livelli di rischio

Il decreto definisce tre livelli di rischio (Livello 1, 2 e 3), ciascuno con una componente pratica obbligatoria proporzionata alla complessità dell’attività. Ecco i dettagli:
  1. Livello 1 – Rischio minimo (2 ore di pratica su 4 totali)

    • Obiettivo: Fornire competenze base per interventi semplici.
    • Contenuti pratici:
      • Uso degli estintori portatili (polvere, CO2 o schiuma) su un fuoco controllato (es. vasca con combustibile liquido).
      • Riconoscimento della segnaletica e verifica delle vie di fuga.
    • Esempio: Spegnimento di un piccolo incendio simulato in un ufficio.
    • Target: Dipendenti di attività come piccoli negozi o studi professionali.


  2. Livello 2 – Rischio moderato (4 ore di pratica su 8 totali)

    • Obiettivo: Preparare a interventi più articolati e coordinati.
    • Contenuti pratici:
      • Uso combinato di estintori e coperte antincendio.
      • Manovra di idranti o naspi antincendio (apertura, direzione del getto).
      • Simulazione di evacuazione con ostacoli (es. fumo artificiale).
    • Esempio: Controllo di un incendio su un bancale in un magazzino.
    • Target: Lavoratori in scuole, laboratori o magazzini con materiali combustibili.


  3. Livello 3 – Rischio elevato (8 ore di pratica su 16 totali)

    • Obiettivo: Formare squadre capaci di gestire emergenze complesse.
    • Contenuti pratici:
      • Spegnimento di incendi con estintori, idranti e sistemi fissi (es. sprinkler).
      • Uso di autorespiratori (DPI di III categoria) in ambienti con fumo denso.
      • Coordinamento di un’evacuazione con più persone, inclusi scenari con feriti simulati.
    • Esempio: Gestione di un incendio in un’industria chimica con sostanze pericolose.
    • Target: Addetti in ospedali, stabilimenti industriali o depositi di materiali infiammabili.
Per scoprire il livello di rischio della tua attività e il corso adatto, visita la nostra sezione servizi di consulenza.

Requisiti dei corsi pratici

Il DM 2/09/2021 (art. 5 e Allegato III) stabilisce standard precisi:
  • Luogo: Campo prove attrezzato, con vasche di fuoco certificate e spazi per simulazioni sicure.
  • Formatori: Docenti qualificati (es. Vigili del Fuoco o tecnici con esperienza documentata).
  • Attrezzature: Estintori conformi alla UNI 9994-1, idranti UNI 10779 e DPI certificati.
  • Sicurezza: Presenza di misure di protezione (es. estintori di riserva, kit medici) durante le esercitazioni.
Il sito dei Vigili del Fuoco offre dettagli sui requisiti dei campi prova.

Durata e aggiornamenti

  • Durata pratica: Minimo il 50% del corso (2 ore per Livello 1, 4 per Livello 2, 8 per Livello 3).
  • Aggiornamenti: Obbligatori ogni 5 anni (Livelli 1 e 2) o 3 anni (Livello 3), con esercitazioni pratiche incluse. Chi era formato prima del 4/10/2022 deve aggiornarsi entro il 4/10/2023 se il corso precedente risale a oltre 5 anni.

Benefici delle esercitazioni pratiche

  • Competenza reale: Gli addetti imparano a usare gli strumenti sotto pressione.
  • Fiducia: La pratica riduce il panico in situazioni di emergenza.
  • Conformità: Soddisfa i requisiti per il CPI e i controlli ispettivi. Scopri di più su Certificazioni antincendio.

Come organizzare un corso pratico

  1. Valutazione del rischio: Identifica il livello con un esperto.
  2. Scelta del programma: Seleziona il corso adatto (Livello 1, 2 o 3).
  3. Partner certificato: Affidati a noi per corsi conformi: visita corsi antincendio.
  4. Campo prove: Prenota uno spazio attrezzato o richiedi un servizio in loco.
  5. Documentazione: Conserva gli attestati per il registro antincendio.

Un caso reale

In un’officina (Livello 2), un addetto ha spento un incendio su un motore usando un estintore a CO2 durante un’esercitazione pratica. Senza quelle 4 ore di pratica, avrebbe potuto scegliere lo strumento sbagliato, aggravando la situazione.

Conclusione

I corsi pratici del DM 2 settembre 2021 trasformano la teoria in azione, rendendo i tuoi dipendenti veri protagonisti della sicurezza. Non lasciare nulla al caso: contattaci tramite la pagina contatti per organizzare un corso su misura. Per ulteriori risorse, consulta l’INAIL.
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Luigi Giliberti
Project Manager, HSE specialist, formatore e Dpo per la protezione dei dati. Supporta da vent'anni imprese ed enti pubblici di varie dimensioni.