RIschio vibrazioni lavoro

Rischi da vibrazioni nei luoghi di lavoro: analisi e prevenzione

Le vibrazioni nei luoghi di lavoro rappresentano un rischio fisico spesso sottovalutato, ma con conseguenze significative sulla salute dei lavoratori, come disturbi muscolo-scheletrici e neurologici. In Italia, questo pericolo è particolarmente rilevante in settori come l’edilizia, l’industria manifatturiera e i trasporti. Questo articolo offre un’analisi approfondita delle vibrazioni sul lavoro, con dati, normative e soluzioni pratiche per ridurne l’impatto.


Dati e statistiche sulle vibrazioni

Secondo l’INAIL, le vibrazioni sono una causa importante di malattie professionali. Nel 2023, su 60.651 denunce di malattie professionali, circa il 10-15% (6.000-9.000 casi) è attribuibile a esposizioni a vibrazioni, con patologie come la sindrome da vibrazione mano-braccio (HAVS) e disturbi alla colonna vertebrale in primo piano. Nel 2024 (dati provvisori fino a ottobre), questa tendenza persiste, con un’incidenza significativa nei settori ad alta intensità manuale.

Sebbene gli infortuni acuti da vibrazioni siano rari, l’esposizione cronica colpisce circa 1,5 milioni di lavoratori italiani, secondo stime INAIL, con l’edilizia che registra il maggior numero di casi. Un esempio è il monitoraggio del 2022 in un cantiere del Nord Italia, dove il 30% degli operai esposti a vibrazioni da martelli pneumatici ha segnalato sintomi precoci di HAVS. Per statistiche aggiornate, consulta la banca dati INAIL.


Effetti delle vibrazioni sulla salute

Le vibrazioni si dividono in due categorie principali:

  • Vibrazioni mano-braccio (HAV): Trasmesse da utensili come trapani o seghe, causano HAVS, con sintomi come formicolio, perdita di sensibilità e dolori articolari.
  • Vibrazioni corpo intero (WBV): Derivanti da veicoli o macchinari pesanti, provocano lombalgie e danni alla colonna vertebrale.

Gli effetti includono:

  • Disturbi muscolo-scheletrici: Circa il 60% delle denunce WBV riguarda la schiena.
  • Problemi vascolari: HAVS può ridurre la circolazione nelle mani.
  • Fatica e stress: Impatti indiretti sulla produttività.

Settori e fonti di vibrazioni

I settori più colpiti sono:

  • Edilizia: Martelli pneumatici, escavatori (HAV: 5-20 m/s²; WBV: 0,5-2 m/s²).
  • Manifatturiero: Levigatrici, presse (HAV: 2,5-15 m/s²).
  • Trasporti: Autisti di camion o trattori (WBV: 0,5-1,5 m/s²).

Il Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, fissa i limiti: per HAV, 5 m/s² come valore d’azione e 2,5 m/s² come soglia di attenzione; per WBV, 1,15 m/s² e 0,5 m/s² rispettivamente.


Fattori di rischio e criticità

I rischi da vibrazioni derivano da:

  • Esposizione prolungata: Uso continuo di strumenti senza pause.
  • Attrezzature obsolete: Macchinari con vibrazioni elevate, comuni nelle PMI.
  • Mancanza di formazione: Lavoratori non consapevoli dei limiti, un tema che affrontiamo nei nostri servizi di prevenzione incendi.

Una criticità è la sottovalutazione del rischio nelle piccole imprese, dove la sostituzione di attrezzature o la misurazione delle vibrazioni è spesso trascurata, come discusso nel nostro articolo sul documento di valutazione dei rischi.


Effetti delle vibrazioni mano-braccio (HAV)

  • Sindrome da vibrazione mano-braccio (HAVS): Include:
    • Disturbi vascolari: Ridotta circolazione nelle mani (sindrome di Raynaud o “dito bianco”), con pallore e dolore al freddo.
    • Problemi neurologici: Formicolio, perdita di sensibilità e ridotta destrezza.
    • Dolori muscolo-scheletrici: Artrite o tendiniti croniche.
  • Tempi di insorgenza: I sintomi possono emergere dopo mesi o anni di esposizione a livelli superiori a 5 m/s².

Un caso reale è quello di un operaio edile in Piemonte, che nel 2023 ha sviluppato HAVS dopo 10 anni di uso intensivo di un martello pneumatico, con una perdita del 30% della sensibilità nelle mani.


Effetti delle vibrazioni corpo intero (WBV)

  • Disturbi alla colonna vertebrale: Lombalgie croniche e ernie discali, che rappresentano il 60% delle denunce legate a WBV.
  • Problemi neurologici: Fatica, vertigini e mal di testa da esposizione prolungata.
  • Effetti sistemici: Disturbi digestivi o cardiovascolari in casi estremi.

Un esempio è il monitoraggio di autisti di camion nel 2022, dove il 25% di chi guidava su terreni sconnessi (WBV > 1 m/s²) ha riportato dolori lombari entro 5 anni. Per statistiche aggiornate, consulta la banca dati INAIL.


Fattori aggravanti

Gli effetti delle vibrazioni sulla salute dipendono da:

  • Intensità e durata: Livelli sopra i limiti del Decreto Legislativo 81/2008 (HAV: 5 m/s²; WBV: 1,15 m/s²) aumentano il danno.
  • Età e condizioni fisiche: Lavoratori over 50 o con preesistenti problemi articolari sono più vulnerabili.
  • Mancanza di pause: Esposizione continua senza recupero amplifica i rischi.

Prevenzione: strategie e soluzioni

Per ridurre i rischi da vibrazioni, le aziende devono adottare:

  1. Misurazione: Usare accelerometri per valutare i livelli di esposizione.
  2. Riduzione alla fonte: Scegliere utensili a basse vibrazioni o sedili ammortizzati per i veicoli.
  3. Protezioni individuali: Guanti antivibrazione per HAV e pause regolari.
  4. Formazione: Istruire i lavoratori su posture corrette e limiti di esposizione.

Il Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 promuove incentivi per l’acquisto di macchinari moderni, ma l’applicazione è limitata dalla scarsità di risorse ispettive.


Conclusioni

Le vibrazioni nei luoghi di lavoro sono un rischio concreto che richiede interventi mirati. LDG Service offre soluzioni personalizzate per misurare e mitigare questo pericolo, dalla consulenza alla formazione. Per ulteriori dettagli, visita il sito INAIL. Proteggere i lavoratori dalle vibrazioni significa migliorare la loro salute e la produttività aziendale: un passo essenziale per la sicurezza sul lavoro. Contatti!

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Luigi Giliberti
Project Manager, HSE specialist, formatore e Dpo per la protezione dei dati. Supporta da vent'anni imprese ed enti pubblici di varie dimensioni.